San Maurizio Canavese

La storia del Parco della Mandria, il polmone verde del territorio canavese

Il territorio canavese e la storia del Parco della Mandria

Soprattutto in queste giornate difficili avere la possibilità di fare una passeggiata nel verde e respirare aria fresca può essere davvero un toccasana. Chi ha la fortuna di abitare a San Maurizio sa che a pochi passi dal paese ci si può immergere nella natura del Parco della Mandria, un vero e proprio polmone verde per il territorio canavese. Nonostante le attrazioni e gli uffici presenti nel parco siano stati recentemente chiusi a causa delle ultime misure approvate dal Governo, fino a nuove comunicazioni è ancora possibile transitare nell’area per trascorrere un momento di tranquillità passeggiando nella natura, pur mantenendo le precauzioni necessarie.

Le origini del parco

Il Parco della Mandria non solo è stato il primo parco regionale ad essere istituito in Italia, ma conserva anche un ulteriore primato: con la sua superficie recintata di circa 3000 ettari, è l’area naturale cintata più vasta dell’EuropaIl nome “La Mandria” deriva dal fatto che qui, ai tempi del duca Vittorio Amedeo II, era presente un allevamento di cavalli utilizzati per le scuderie reali. 

Uno dei luoghi più iconici del parco, e del territorio canavese, è il Borgo Castello, qui si stabilì, negli anni Sessanta dell’Ottocento, Vittorio Emanuele II. Il primo re d’Italia, infatti, utilizzò l’area circostante al palazzo come tenuta di caccia ed è questo il motivo per cui ancora oggi essa è racchiusa da una cinta muraria lunga circa 27 km e al suo interno si possono incontrare diverse specie animali. La storia narra che Borgo Castello fu anche un nido d’amore per il re, che qui conviveva con l’amante Rosa Vercellana, meglio conosciuta come Bela Rosìn.

Quando in seguito l’area venne acquistata dai marchesi Medici del Vascello, all’interno del parco si creò una vera e propria comunità in cui vivevano in modo stabile circa 1000 persone. Infine, nel 1978, la Mandria venne venduta alla Regione Piemonte che vi istituì il Parco Regionale, oggi uno dei luoghi più visitati da turisti, scolaresche, abitanti del territorio canavese e appassionati di sport.